Cambia la geografia della bonifica nella bassa Sabina. Il Consorzio di Bonifica Etruria Meridionale e Sabina (CBEMS) ha completato l'iter di riperimetrazione del proprio comprensorio, che porta all'interno dell'area di contribuenza il nuovo Distretto Operativo della Sabina. Il neo-comprensorio deriva da quello dell'ex Consorzio Tevere Agro Romano, lungo la fascia del Fiume Tevere prevalentemente in provincia di Rieti, e ne rappresenta una porzione più estesa rispetto al passato.
La novità discende da un percorso avviato con la legge regionale del Lazio n. 12 del 2016, che ha riordinato i Consorzi di Bonifica del territorio, e si è perfezionata con la delibera del Consiglio di Amministrazione dell'Ente n. 3 del 20 marzo 2025 e con la determinazione regionale G10011 del 31 luglio 2025, che ha approvato la nuova delimitazione. Conclusi i termini previsti senza osservazioni, gli atti sono divenuti pienamente efficaci e il Consorzio ha avviato la formazione dei ruoli per l'annualità 2025.
In concreto, alcune aziende agricole e proprietà immobiliari che con il precedente assetto non erano incluse risultano ora ricomprese nel comprensorio di bonifica. L'inclusione comporta, per legge, l'obbligo di contribuzione alle spese che il Consorzio sostiene per la manutenzione e la gestione delle opere idrauliche, dei fossi e dei canali del territorio. Si tratta del cosiddetto contributo di bonifica, previsto dal Regio Decreto n. 215 del 1933 e dalla normativa regionale vigente, dovuto dai proprietari di terreni e fabbricati che traggono un beneficio, diretto o indiretto, dall'attività dell'Ente.
Il comprensorio interessato si estende per circa 26.500 ettari distribuiti su 20 Comuni della Sabina e comprende una rete di circa 170 chilometri di fossi e canali, sui quali il Consorzio è chiamato a garantire manutenzione, presidio del territorio e difesa idraulica. Da ieri sono in fase di recapito circa 10.500 avvisi di pagamento relativi all’annualità 2025.
L'importo del singolo avviso viene calcolato in proporzione alla superficie servita dalla rete di bonifica e a un indice di beneficio che tiene conto del rischio idraulico cui è soggetto l'immobile e del valore del bene tutelato, secondo i criteri del Piano di Classifica vigente. Il contributo, trattandosi di un onere dovuto a un consorzio obbligatorio, è deducibile dal reddito nella dichiarazione dei redditi.
Dietro al contributo c'è un'attività concreta. La manutenzione ordinaria e programmata della rete di fossi e canali garantisce il corretto deflusso delle acque e riduce il dissesto idrogeologico. Si tratta di un lavoro di prevenzione tanto più strategico oggi, a fronte di cambiamenti climatici che rendono sempre più frequenti e intensi gli eventi meteorici estremi.
“Un Consorzio di Bonifica attivo è un'opportunità per il territorio, non solo un costo – ha dichiarato il Presidente del Consorzio, Gianluca Pezzotti - Con l'ampliamento del comprensorio della Sabina possiamo intervenire in modo programmato su fossi e canali, garantire la regolare regimazione delle acque e contrastare il dissesto idrogeologico, attrarre risorse per la difesa del suolo e favorire lo sviluppo dell'agricoltura locale, in un contesto reso sempre più fragile dai cambiamenti climatici”.
Per informazioni o chiarimenti il Consorzio ha attivato il numero verde 800 955 127 e l'indirizzo infoetruriameridionalesabina@safety21.it. È inoltre operativo lo Sportello Informativo Utenti presso gli uffici del Comune di Fara in Sabina, in via Servilia 74 a Passo Corese (RI), aperto il lunedì e il mercoledì dalle ore 9 alle ore 13.


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