Anbi Lazio: Consorzio di Bonifica Etruria Meridionale e Sabina, sei milioni per la sicurezza del sistema irriguo dell’Elvella nell’Alto Viterbese

Ammonta a circa sei milioni di euro il finanziamento destinato alla messa in sicurezza del sistema irriguo della diga dell’Elvella, infrastruttura strategica a servizio di quasi duemila aziende agricole dell’Alto Viterbese. La misura è contenuta in un decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri in via di pubblicazione, nell’ambito del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico (Pnissi), promosso dal Ministero delle Infrastrutture.

L’annuncio è arrivato a margine della presentazione del rapporto “Dati climatici e risorse idriche – Rapporto 2025” dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale, nel corso della quale è intervenuto il direttore generale del Consorzio di bonifica Etruria Meridionale e Sabina, Vincenzo Gregori.

Nel corso dell’iniziativa il Direttore Vincenzo Gregori ha portato i saluti del Presidente Gianluca Pezzotti “Si tratta di un finanziamento di grande rilievo per il nostro comprensorio e per l’intero settore agricolo dell’Alto Viterbese. La messa in sicurezza del sistema irriguo dell’Elvella significa garantire continuità, efficienza e affidabilità a un servizio essenziale per quasi duemila aziende agricole e per tutti i consorziati. È un risultato concreto che rafforza la capacità del territorio di affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici e alla crescente scarsità della risorsa idrica”.

Il Consorzio, impegnato nella gestione del servizio irriguo nell’Alto Viterbese e nelle province di Siena e Grosseto, opera in stretta collaborazione con l’Autorità di bacino, in un contesto reso sempre più complesso dagli effetti dei cambiamenti climatici.

“Come gestori siamo chiamati quotidianamente ad assumere decisioni su un servizio articolato, anche alla luce dei dati presentati dall’Autorità di bacino – ha spiegato il Direttore Gregori – Si tratta di informazioni ufficiali che evidenziano un progressivo aumento della siccità e una modifica nella frequenza delle precipitazioni. Da un lato si registra un costante incremento delle temperature, dall’altro eventi piovosi sempre più intensi. Due dinamiche che, per chi gestisce un sistema irriguo con oltre diecimila utenti, risultano determinanti per programmare gli interventi futuri”.

Il finanziamento riguarda un progetto presentato dal Consorzio nel 2023 nell’ambito del primo bando Pnissi. L’intervento, inizialmente non finanziato per carenza di risorse, è stato successivamente recuperato e inserito nella nuova programmazione.

“Si tratta di un lavoro lungo e complesso, al quale era attribuita grande priorità e che oggi trova finalmente riconoscimento e copertura finanziaria” ha concluso Gregori.

Sul quadro generale della gestione della risorsa idrica è intervenuto anche il segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale, Marco Casini: “È evidente la necessità di rafforzare le infrastrutture, intervenendo sulla riduzione delle perdite e sul potenziamento delle connessioni tra i diversi sistemi idrici. Molti territori sono ancora legati a fonti locali vulnerabili, per questo servono collegamenti più solidi e nuovi invasi”.

Accanto agli interventi strutturali, è stata evidenziata anche l’importanza dell’innovazione e della governance: “Occorre investire nel monitoraggio, nelle reti intelligenti e nell’agricoltura di precisione, ma anche migliorare la pianificazione e razionalizzare il numero dei gestori”.

Nel piano di gestione delle acque dell’Autorità sono previsti circa 500 interventi per un valore complessivo di 8,46 miliardi di euro, di cui oltre 2 miliardi inseriti nel Pnissi 2. “Ogni intervento è accompagnato da un progetto definito, da un soggetto attuatore e da benefici misurabili: la sfida ora è realizzarli”, ha concluso Casini.

L’intervento prevede la ristrutturazione della rete primaria di adduzione a partire dalla presa irrigua della diga, per un’estensione di circa 180 chilometri, oltre al potenziamento di una parte della rete secondaria. Il sistema interessa otto comuni tra la provincia di Viterbo e quelle di Siena e Grosseto, rappresentando l’asse portante dell’irrigazione nell’Alto Viterbese e nella bassa Toscana.


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